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Ciambelline con Saba

La saba, o sapa, è un condimento tipico dell' Emilia Romagna, Marche e Sardegna, dove è considerata tra i sapori tipici dell'alimentazione contadina. È uno sciroppo d'uva che si ottiene dal mosto appena pronto, di uva bianca o rossa. La sapa viene detta infatti anche “mosto cotto”.
Il mosto viene versato in un paiolo di rame, è pronta quando si sarà ridotta ad un terzo della sua quantità iniziale. Risulta molto dolce e si conserva benissimo proprio grazie al tenore zuccherino. Viene utilizzata per la preparazione di diversi dolci.
Ho arricchito così il mio ricettario aggiungendo alle ciambelle al vino (che trovate qui) queste deliziose ciambelline alla Saba, realizzate con la Saba (Dressing) Leonardi , ottenuta dalla lenta cottura di mosti di uve di Trebbiano e Lambrusco.
Volete saperne di più su questo prodotto delizioso? Basterà continuare la lettura della ricetta per scoprire tante curiosità in merito.

ciambelle con saba


INGREDIENTI:

250 gr di farina 00
250 gr di farina manitoba
ciambelle con saba160 ml di Saba Leonardi 
100 gr di olio di semi
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di miele
2 cucchiaini di succo di limone
per il lievitino
40 ml di acqua tiepida
10 gr di lievito di birra disidratato
1 cucchiaino di zucchero

zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO:

Prepariamo il lievitino sciogliendo il lievito disidratato nell'acqua tiepida insieme allo zucchero. Coprire e non appena inizia a formarsi la schiuma, versare sul mix di farine disposte a fontana sul piano da lavoro.

Disporre le due farine a fontana sul piano da lavoro e praticare un foro al centro dove andremo a versare il lievitino, metà della dose indicata di Saba Leonardi, e tutti gli altri ingredienti.

Iniziare a lavorare dapprima incorporando poca farina alla volta con una forchetta, poi iniziare ad impastare con le mani, aggiungendo la restante Saba poca alla volta. Impastare fino ad ottenere un panetto liscio e morbido, ma non appiccicoso. Coprire con un panno e lasciar riposare per 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, riprendere il panetto che risulterà raddoppiato di volume.
Infarinare leggermente il piano da lavoro e stendere il panetto con un mattarello ad uno spessore di circa 1 cm. Con un coppapasta per ciambelle ritagliare  le nostre ciambelline e disporle su una teglia rivestita da carta forno.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa e comunque fino a doratura.
Sfornare e lasciar raffreddare completamente prima di spolverarle con dello zucchero a velo e gustarle pucciate in un bicchierino di deliziosa Saba Leonardi.

ciambelle con saba


Lo sapevi che

Origini

Il termine “Saba” deriva dalla parola “sàpa" e rimanda al termine latino “sàpor”, sapore.
La preparazione della Saba risale al tempo dei romani, come testimoniato dal cuoco romano Apicio.
Anche lo scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi la inserì nell’opera “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene” (1891), descrivendola come“sciroppo d’uva (che) può servire in cucina a diversi usi poiché ha un gusto speciale che si addice in alcuni piatti”.
ciambelle con saba

Caratteristiche

Si tratta di uno prodotto molto dolce ottenuto dal mosto appena pronto di uve bianche (soprattutto di varietà Trebbiano) oppure rosse, il cui colore varia di tonalità in base alle varietà utilizzate.
Di fatto è uno sciroppo che si ottiene scaldando a fuoco diretto il mosto in una caldaia, fino a quando la concentrazione non supera il 65%  degli zuccheri. La cottura varia dalla 24 alle 36 ore in funzione della massa di partenza del vitigno e del grado zuccherino.

ciambelle con saba

Usi in cucina

Nella tradizione contadina la Saba veniva impiegata nella preparazione di molti dolci in sostituzione di miele e zucchero ed era molto gradita ai bambini che, durante l’inverno, la mescolavano con la neve appena caduta, per creare gustosi sorbetti artigianali.

Con la saba vengono bagnati dolci, ravioli, tortelli e crostate;  arricchito il ripieno dei tortelli dolci e sabadoni ed è un ingrediente del famoso “pane di Natale”.

Ma non si usa solo per i dolci, è ottima per accompagnare formaggi stagionati, tagliati a fetta grossa o in scaglia oppure per condire fagioli, castagne, ceci.

Grazie a Federica de Acetaia Leonardi per tutte le curiosità inviatemi ^_*

ciambelle con sabaciambelle con saba

ciambelle con saba

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Leonardi Artigiani Produttori 1871

Vi avevo già anticipato qualche post fa della mia partecipazione al Sana di Bologna, dove ho avuto la possibilità di conoscere sia nuove aziende, sia di stringere la mano a coloro che già avevo il piacere di conoscere ed apprezzare nella mia cucina.

Tra i nuovi c'è anche lei, Acetaia Leonardi.


L'Azienda Agricola Leonardi ha origini nel 700 ma è dalla seconda metà dell'800 che si dedica esclusivamente alla produzione di Aceto Balsamico di alta qualità, utilizzando le proprie materie prime. Infatti, l'azienda si estende su 10 ettari di terreno coltivato a vigneto, prevalentemente di Trebbiano di Modena (uva bianca) e di Lambrusco (uva rossa) nelle qualità di Sorbara, Castelvetro e Ancellotta. Si definisce quindi un'azienda a ciclo chiuso, o a filiera corta poiché tutte le fasi di produzione avvengono sul luogo di raccolta. 



L'Aceto Balsamico è un condimento unico al mondo, prodotto in quantità limitata poiché storicamente legato alle Province di Modena e Reggio Emilia. 
Pare, infatti, che il microclima di queste zone, con sbalzi termici altissimi fra le caldi estati e i rigidi inverni, permetta ai mosti di fermentare e maturare ottimamente secondo i metodi tradizionali di produzione. 
Questa tradizione è ancora viva nella famiglia Leonardi che con pazienza e meticolosa cura riproduce di anno in anno il ciclo di produzione del Balsamico di Modena, con gesti che si ripetono da secoli e che danno vita ad un'emozione sempre rinnovata. 



La raccolta dell'uva è ancora eseguita a mano, come vuole la tradizione, selezionando i grappoli migliori delle uve Trebbiano e Lambrusco di Modena. Avviene nei mesi di settembre e ottobre, quando il rapporto tra zuccheri e acidità è più alto ed è una fase molto importante nella produzione dell'Aceto Balsamico di Modena poiché la qualità e l'integrità del grappolo sono essenziali prima della pigiatura. L'altra importante operazione è la potatura delle viti che avviene in inverno e da cui dipende la salute della pianta e quindi dei raccolti futuri.


Dalla vendemmia all'imbottigliamento, la famiglia Leonardi segue personalmente tutte le fasi di lavorazione di questo condimento senza tempo, bruno e vellutato, molto versatile, magico equilibrio di sapori e aromi agrodolci.


Ma come nasce l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. ? Qui  è spiegato nel dettaglio tutte e sei le fasi di produzione dell'Aceto Balsamico di Modena D.O.P., dalla vendemmia all'assaggio finale.

Prodotti
L'Acetaia Leonardi offre diverse gamme di prodotti per soddisfare gusti ed esigenze dei mercati nazionali ed internazionali. Tutte le gamme si contraddistinguono per la qualità degli ingredienti e per la cura degli imballi.


Come scegliere tra i vari balsamici?
L’Aceto balsamico è comunemente considerato come un condimento agrodolce da usare su insalate e verdure ma in realtà può essere adoperato dall’antipasto al dessert, ciò in base al grado di densità che presenta. Questa densità è legata al tempo d’invecchiamento del prodotto. Più rimane a riposo in botti di legno più si concentra e acquisisce gli aromi dei legni e anche quella cremosità che lo rende piacevolmente vellutato e sciropposo. È bene quindi scegliere la giusta qualità per l’uso specifico in cucina: 
- un balsamico giovane si presenta molto liquido e adatto per condire insalate, marinare carne e pesce, preparare la vinaigrette o il pinzimonio; 
- un balsamico mediamente invecchiato è perfetto oltre che sulle verdure per insaporire risotti, minestre, carne, pesce e macedonia; 
- un balsamico denso invecchiato oltre 10 anni è una prelibatezza per accompagnare formaggi morbidi e stagionati, caviale e crostacei, fragole e frutta fresca in genere, gelati di crema e semifreddi, oltre che un valido ingrediente per gustosi cocktail;
- un balsamico invecchiato oltre 20 anni, come il Tradizionale Extra Vecchio DOP, può, oltre tutti gli usi citati, essere semplicemente gustato a fine pasto, puro al cucchiaio, per le sue qualità digestive. 



Visita con degustazione dell'Azienda!
E' possibile inoltre visitare l'Azienda Leonardi: l'Azienda offre infatti la possibilità di prenotare una visita guidata più una degustazione di balsamici.
La visita ha una durata dai 20 ai 35 minuti, solo su prenotazione, 7 giorni su 7, durante la quale sarà possibile apprendere nozioni di base sulle uve utilizzate, visitare degli ambienti cottura, acetificazione e invecchiamento in botti di legno. Ci sarà la possibilità di un assaggio direttamente dalla botte del prodotto, l'illustrazione delle varie qualità di aceti balsamici con degustazione nello show room.
Per prenotate la visita nell'Azienda e la degustazione dei balsamici, o per chiedere maggiori informazioni, basterà compilare il form che trovate cliccando qui.



Io una visitina la prenoterei, anche se già conosco la qualità dei loro prodotti, e già la prima ricettina è pronta per essere postata ....... 
..... intanto vi lascio con l'anteprima ^_*




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Pane alla zucca

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica Idea Menù per il mese di Ottobre, che non poteva non dedicare un menù alla imminente festa di Halloween.

La mia proposta per il Menù delle Streghe è un delizioso pane realizzato con farina di zucca, ovviamente bio!

Nella cultura gastronomica italiana, la zucca è subentrata assieme agli altri prodotti tipici del continente americano.
Il frutto, che raggiunge notevoli dimensioni, matura nel periodo autunnale ed è noto per la sua dolcezza, lo scarso apporto calorico, la ricchezza in sali minerali e vitamine. 
Si utilizza cotta (prevalentemente al forno o in padella) e spolpata, ma anche essiccata, candita e sotto forma di farina, sebbene forse in Italia la farina di zucca, la zucca secca e quella candita sono ancora poco conosciute e/o trattate.

La farina di zucca è una polvere ricavata dalla macinatura accuratissima della polpa essiccata ricavata dal frutto fresco, non cotto.
Alcune farine di zucca hanno un colore meno acceso della polpa fresca, in seguito all'ossidazione durante il processo di lavorazione; altre farine rimangono invece ben pigmentate, probabilmente in merito a differenti processi di lavorazione. 
Ad ogni modo, meglio consultare sempre l'etichetta nutrizionale per verificare che l'alimento non sia ricco di additivi alimentari di cui generalmente ne sono prive le farine biologiche: meglio un colorito più tenue e meno acceso della farina che assumere additivi, no?

La farina di zucca è utilizzata nella cucina per celiaci in quanto non contiene glutine.
(NB: la ricetta che sto per proporvi prevede un mix di farine diverse, pertanto NON è da considerarsi Gluten Free)

Dopo questa piccola introduzione sulle caratteristiche di questa farina, passiamo alla ricetta.

delizie & confidenze

INGREDIENTI:

450 gr di farina di grano tenero tp.0
400 gr di farina di zucca essiccata
100 gr di farina manitoba
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo Probios
30 gr di lievito di birra fresco
30 gr di olio di oliva extravergine
550 gr di acqua tiepida
semi di zucca q.b.

PROCEDIMENTO:

Disporre a fontana sul piano da lavoro le farine. Sciogliere in un bicchiere dell'acqua tiepida indicata il panetto di lievito e versare al centro della fontana. Unire il malto d'orzo Probios ed iniziare ad incorporare poca farina alla volta.

Man mano che si incorpora farina, aggiungere altra acqua, l'olio ed il sale, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo che lasceremo riposare per 20 minuti in un luogo caldo e coperto da un panno (ottimo è lasciarlo nel forno con la sola lucina accesa)

Trascorso il tempo di riposo, riprendere l'impasto, lavorare nuovamente e aggiungere i semi di zucca; quindi spezzare in tre pezzi (oppure se si vogliono realizzare dei panetti più piccoli, spezzare in pezzi da 100 gr cad.)

Appallottolare e decorare la superficie con altri semi di zucca se si preferisce (per far ciò prima inumidire leggermente la superficie del pane); lasciar lievitare nuovamente per circa 60 minuti sulla teglia infarinata (o coperta da carta forno) coperti con un telo.

Completata questa seconda lievitazione. infornare (forno già caldo) a 220°C  lasciando sul fondo del forno una teglia con dell’acqua: l’acqua formerà all’interno del forno l’umidità necessaria per la corretta lievitazione. Trascorsi i primi 20 minuti, togliere la teglia d’acqua, abbassare la temperatura a 190° e completare la cottura del pane per altri 35 minuti circa.
Lasciar raffreddare il  pana alla zucca prima di gustarlo.

Per donare ai panini la classica forma di zucca possiamo optare per due tecniche:
1- durante la seconda lievitazione di 1 ora, con un coltellino ben affilato praticate 8 tagli sulla superficie dell’impasto, per creare le classiche scanalature degli spicchi e renderlo simile ad una vera zucca.
2-durante la seconda lievitazione di 1 ora, usare dello spago da cucina con cui fare 4 intrecci per così ottenere 8 spicchi. Ricordarsi di oleare bene lo spago prima di legare il panetto così da facilitarne poi l'eliminazione dal pane cotto.

La tecnica da me utilizzata? Nessuna: avevo voglia di stupire i miei commensali portando in tavola un pane dall'aspetto esterno comune ad altri pani, ma una volta aperto scoprire dal profumo, dalla presenza dei semi di zucca all'interno, e dal colore ambrato della mollica, che si tratta di un pane alla zucca, e quindi..... trick or treat??

delizie & confideze


Ed ecco il "menù delle streghe" completo:



Primo Laura   Zuppa di Halloween


Dolce Linda Bisco-ragnetti 

5° portata Sabrina Pane alla zucca 

Delizie & Confidenze

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Altri idee per Halloween:


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Dolce alla ricotta con salsa di lamponi e more

La ricotta è uno degli ingredienti più utilizzati in cucina, sia per ricette dolci che salate.
E quando della buona ricotta incontra un buon burro, il risultato è assicurato: si avrà un morso dopo l'altro di bontà.
Due prodotti di qualità, uniti in un unico gustosissimo risultato, in questo dolce semplice da realizzare.
Il profumo dolce delle mandorle, la nota acidula dei lamponi e more, la sofficità dell'impasto, rendono questo dessert al forno un dolce che sicuramente conquisterà i vostri commensali.
È una torta perfetta da servire in qualsiasi momento della giornata: a colazione sarà delicata e sfiziosa, a merenda sarà gustosa e, a fine cena sarà perfetta!
Io l'ho servita tagliata a quadrotti, insieme ad una parte della salsa di lamponi e more calda (salsa utilizzata anche nella base del dolce), ma avrete lo stesso goloso risultato se preparata in uno stampo tondo e servita in spicchi e decorata con zucchero a velo.


dolce alla ricotta

dolce alla ricotta


INGREDIENTI:

Per la salsa di lamponi e more
100 gr di lamponi
100 gr di more
100 gr di zucchero semolato
50 gr di burro classico Lurpak®

Per il dolce
(tortiera □ 20x20 oppure ø24cm)

150 gr di farina di riso
100 gr di farina di mandorle
280 gr di ricotta vaccina
150 gr di zucchero semolato
3 uova
50 gr di burro leggermente salato Lurpak®
100 gr di  mandorle a sfoglie
1 cucchiaino di essenza di mandorle
zucchero a velo per completare

PROCEDIMENTO:

Per la salsa di lamponi e more
Lavare accuratamente e delicatamente i frutti con acqua corrente, quindi tamponarli per asciugarli.
Disporli in un padellino insieme allo zucchero ed il burro classico Lurpak® e lasciar cuocere per 5 minuti su fiamma media, mescolando di tanto in tanto per non rompere troppo i frutti.

salsa di lamponi e more

Lasciar raffreddare prima di consumare.
Se si preferisce una salsa più liscia invece, ancora calda passarla al colino con l'aiuto di un cucchiaio, così da eliminare i semi dei frutti dalla salsa ed ottenere una consistenza più liscia.

salsa di lamponi e more

Per il dolce
In una terrina lavorare a lungo le uova con lo zucchero, fino ad avere un composto schiumoso e molto chiaro. Unire la ricotta passata al setaccio ed il burro leggermente salato Lurpak® fatto precedentemente fondere e lasciato raffreddare. Amalgamare con una spatola con movimenti delicati dal basso verso l'alto.

Aggiungere le farine, l'essenza di mandorle e metà della salsa di lamponi e more; amalgamare bene.
Foderare una teglia con carta forno e versare il composto. Cospargere con le sfoglie di mandorle e qualche cucchiaio di salsa, e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti.

dolce alla ricotta

Fare sempre la prova stecchino prima di sfornare il dolce: lo stecchino dovrà restare asciutto e pulito, senza impasto del dolce.
Togliere il dolce dal forno e lasciar raffreddare completamente prima di servire tagliato a quadrotti con l'aggiunta della salsa lasciata da parte, e una spolverata di zucchero a velo.

dolce alla ricottadolce alla ricotta


Varianti
Con la ricotta si possono creare tantissime torte, semplici e buone: si può preparare una torta alla ricotta e cioccolato, ad esempio, oppure una torta di ricotta e marmellata come la torta di ricotta con salsa di albicocche e granella di pistacchio, oppure una torta più umida coma la torta di ricotta e limone allo zafferano, più fresca ed estiva.

dolce alla ricottadolce alla ricotta


Consigli
La torta morbida di ricotta, da metà cottura in poi diventerà molto alta, e tenderà a sgonfiarsi al centro non appena la togliamo dal forno: non c'è da preoccuparsi, è una sua caratteristica.
Se piacciono i canditi, possono esser aggiunti all’impasto,  così come un paio di cucchiai di cacao in polvere, o  la cannella.


dolce alla ricotta

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Oggi vi lascio una confidenza: vi voglio parlare di Alpenpur

Il mese scorso ho partecipato alla meravigliosa fiera Sana di Bologna, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (SANA) è la manifestazione fieristica leader in Italia nel comparto dei prodotti biologici e naturali. 
SANA è la vetrina nazionale ed internazionale di riferimento della produzione italiana; per gli operatori professionali è marketplace e punto di incontro, occasione di networking, momento unico di presentazione delle novità del settore e di approfondimento sui temi e trend principali del mercato.

Riesco a parlarvene solo ora, capirete quindi quanto indaffarata sia in questo periodo, ma come dico sempre, arrivo da tutti!!

Tanti sono stati gli incontri interessanti che ho fatto in quei due giorni di fiera, tante le produzioni italiane biologiche che mi hanno entusiasmata per la loro voglia di offrire prodotti di alta qualità, biologici, sani e di gusto.

Oggi però vi voglio raccontare di una in particolare di aziende italiane del biologico, di cui avete già sentito parlare in una mia ricetta: la Alpenpur, produttrice di prodotti biologici tipici del Trentino Alto Adige.

L’agricoltura biologica, oltre a non utilizzare prodotti chimici di sintesi e a rispettare l’ambiente e la salute dei consumatori, è attenta alla protezione dei cicli naturali, rispettandone esigenze ed equilibri. E la Alpenpur è presente sulla tavola di molti consumatori esigenti e scrupolosi nei riguardi della propria alimentazione, che scelgono il biologico e che non vogliono rinunciare al gusto; da sempre attenta alla selezione di materie prime sane, con proprietà nutrizionali intatte.

La Alpenpur produce diversi alimenti 100% naturali e specialità biologiche nel rispetto delle tradizioni dell’Alto Adige, con ingredienti certificati, da lavorazioni artigianali, senza aggiunta di additivi e conservanti.

Scegliere i prodotti Alpenpur vuol dire prendersi cura della propria salute e del proprio benessere, senza rinunciare al gusto.

Io ho avuto il piacere di conoscere di persona la persona che c'è dietro al marchio Alpenpur, ed è stato un grande onore per me. E' stato fantastico sentirlo parlare del suo lavoro, percepire la passione che mette nel suo operato attraverso le sue parole, e ritrovare quella passione nei suoi prodotti, assaggio dopo assaggio.

Non posso farvi provare quelle stesse emozioni che ho provato parlando con lui, ma posso però invitarvi a scoprire tutte le novità Alpenpur e garantirvi che non sarà tempo perso.



Vi basterà andare qui, e per acquistare questi magnifici e gustosi prodotti, non c'è bisogno di andare in Trentino Alto Adige (anche se ne varrebbe la pena anche solo per il paesaggio), ma potete farlo comodamente da casa attraverso il loro shop online .
Acquistare on line da Alpenpur è semplice e veloce: con pochi click, in assoluta sicurezza e in pochissimo tempo, riceverete le loro confezioni di prodotti biologici freschissimi e selezionati singolarmente, direttamente a casa vostra.

Vi faccio vedere quello che sto gustando io in questi giorni:

 Crauti e cipolla biologici, per un sapore deciso (già consigliati come in questa mia ricetta) 

 Sciroppo di melissa e limone biologico: dissetante naturale per bevande o infusi digestivi.

 Senape biologica gusto medio-forte


 E poi c'è lui: Dadò mediterraneo BIO -
Dado vegetale - insaporitore mediterraneo, adatto a pesce, legumi, sughi....con il peperoncino che dona quella giusta piccantezza che io adoro soprattutto (per chi ha imparato a conoscermi in questi anni già sa) nel brodo quando girano in casa raffreddore e mal di gola!!!





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Gnocchi di patate e farina di castagne con funghi porcini e zucca

Gli gnocchi sono una preparazione molto diffusa che varia di regione in regione sia per ingredienti, che per forme e dimensioni. 
Di origine molto antica, gli gnocchi vengono preparati con diverse farine, da quella di riso, alla semola, al pane raffermo, a verdure. I più diffusi sono gli gnocchi di patate.

Oggi vi propongo una variante degli gnocchi di patate, una variante dai sapori tipici dell'autunno, realizzati con la farina di castagne e conditi con funghi porcini e zucca....e al posto del formaggio? 
Io ci metto una generosa manciata di noci del Brasile spezzettate grossolanamente: un incontro di sapori ad hoc!


delizie & confidenze


INGREDIENTI:
delizie & confidenze(per 4 persone)

Per gli gnocchi
800 gr di patate
300 gr di farina di castagne
100 gr di farina 0
sale
acqua (se necessario)

Per il condimento
delizie & confidenze400 gr di funghi porcini
600 gr di polpa di zucca
1 cipolla
pepe in mix
sale
olio extravergine di oliva
noce moscata

noci del Brasile q.b. per completare

PROCEDIMENTO:

Per gli gnocchi
Per preparare gli gnocchi doppiamo dapprima lessare le patate con tutta la buccia in abbondante acqua  per circa 20-30 minuti. La cottura dipende dalla grandezza delle patate (quando i rebbi della forchetta entreranno con facilità nella polpa morbida delle patate, queste saranno cotte).

Scolare le patate, pelarle mentre sono ancora calde e subito dopo schiacciarle con lo schiacciapatate sulle due farine disposte a fontana sulla spianatoia.

Impastare unendo un pizzico di sale fino a formare un panetto che deve risultare omogeneo e soffice. Se il panetto dovesse risultare troppo duro, aggiungete pochissima acqua, al contrario unite un cucchiaio di farina in più.
Fate attenzione: se il panetto risulta troppo duro, gli gnocchi saranno duri, se troppo molle gli gnocchi tenderanno a disfarsi durante la cottura.

delizie & confidenze

Una volta pronto, ritagliare una piccola parte alla volta per formare un lungo rotolino dello spessore di poco più di un dito, quindi tagliarlo a pezzetti di due centimetri circa.
Passare ogni pezzetto sui rebbi della forchetta infarinata,  premendolo delicatamente con l’indice, e facendolo scivolare lungo i rebbi: questo conferirà allo gnocco la tipica scanalatura dal lato gobbo, e l'incavo dall'altro.
Continuare fino a terminare tutto il panetto, infarinando il piano della spianatoia man mano che disponete gli nocchi fatti.


delizie & confidenzedelizie & confidenzedelizie & confidenze

Lessare gli gnocchi in abbondante acqua poco salata. Man mano che vengono a galla ritirarli con la paletta bucata, sgocciolarli, e versarli nella padella dove verranno saltati con il condimento.

Per il condimento
Sbucciare e tritare fine la cipolla. Tagliare a tocchetti la polpa di zucca. Pulire i funghi con un panno umido da ogni impurità e tagliare a fette.

In una capiente padella, disporre le fette di funghi porcini, la cipolla e l'olio. Lasciar andare a fuoco medio per qualche minuto, fino a che i funghi non risultano dorati da ambo i lati.

Unire la zucca, abbassare la fiamma, e lasciar cuocere coperto per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Quando la zucca risulta morbida, spegnere il fuoco, aggiustare di sale, pepare e unire la noce moscata. Mescolare.

delizie & confidenze



Una volta cotti gli gnocchi, versarli nella padella con il condimento e lasciar saltare qualche istante.
Impiattare e servire con una manciata di noci del Brasile sminuzzate grossolanamente.
Servire caldo.

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Vi lascio con uno scatto segreto che cattura lo gnomolo chef alle prese col suo primo gnocchetto..... ma shhhhhhhhhhhh: non diteglielo!!  ^_*

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