Castagnaccio dello gnomolo

Come nascono le ricette? Ci sono ricette della nostra tradizione, ci sono ricette rivisitate da grandi chef, ricette che nascono dopo anni ed anni di studi di sapori ed accostamenti alimentari, ci sono ricette nate dalla voglia e/o necessità di riciclo degli alimenti, anche ricette nate per caso …… e poi c’è lei: la ricetta vista dagli occhi di un bambino.

Metti una mattina come tante, una mamma ed uno gnomolo a fare colazione insieme, e una promessa di preparare qualcosa di buono mentre lo gnomolo è a scuola …. la cosa va più o meno così:

io: amore, oggi ti preparo una cosa buona buona che nonna Maria preparava a me
gnomolo: cosa mamma?
io: un dolce che si chiama castagnaccio!

Lui ci pensa su un attimo mentre appoggia il cucchiaino col biscotto inzuppato sul piattino, storce il naso, arriccia la fronte, mi guarda e mi fa:

gnomolo: mamma, scusa, ma perchè devi fare un castagnaccio quando già il nome spiega che non è una cosa buona?
io: amore, ma come non è buona???? Non la conosci nemmeno!!! Sai, ci va la farina di castagne, l’uva passa, i pinoli……

Lo gnomolo mi interrompe ed esclama:

gnomolo: mamma, si chiama “castagniaccio – ACCIO” vuol dire che non è buono!!! E ti credo che non è buono mamma: c’è l’uva passa!!!
io: e quindi?
gnomolo: passa, mamma, l’uva passa!!! Vuol dire che è passata, che non è più buona!!!!

Inutile dirvi che non son più riuscita a terminare la colazione tanto il mio ridere, ed inutile è stato anche il mio tentativo di spiegargli che non era esattamente così….
Col suo fare da saputello, quella sua espressione da grande intenditore, l’occhialetto tirato su quel nasino perfetto, continua la sua logica del dolce perfetto….

gnomolo: mamma ti dico io come si fa la torta castagnaccio ma quella buona.
Allora, tu ci metti anche il cacao, tanto cacao così è più cioccolatosa. Poi vabbé, i pinoli ce li lasci, il rostarino (rosmarino per i comuni mortali) anche ma pochissimo mamma, mi raccomando che sennò non è più un dolce perché il rostarino si mette col pollo e non con la torta, ma vabbé…… poi invece dell’uva passata ci metti il cioccolato a pezzetti!!!
Ecco mamma, così si fa una torta buona!
Poi chiamiamo anche nonna Maria e le diciamo che si è sbagliata con la ricetta!!

Ecco come nasce la ricetta, questa ricetta, che non potevo non chiamare il “Castagnaccio dello gnomolo”!

Così mi son messa lì a scombinare e ricombinare ingredienti e dosaggi per sconvolgere la ricetta del famoso castagnaccio (non me ne voglia l’autore né le fedeli alla tradizione), e renderlo versione gnomolo.
Il risultato è un dolce umido e deliziosamente cioccolatoso, che mantiene quella caratteristica nota data dalla farina di castagne e la presenza del rosmarino nell’impasto.

Un dolce ideale per chi ha necessità di seguire un regime alimentare senza latte e derivati, né uova, ma anche per chi è alla ricerca di una ricetta senza glutine.
Ideale per una prima colazione energica e gustosa, ma anche per una merenda sana e genuina.

Castagnaccio dello gnomolo
Castagnaccio dello gnomolo

Ingredients

  • 400 gr di farina di castagne bio
  • 50 gr di cacao amaro in polvere bio
  • 400 ml di latte alle mandorle
  • 50 gr di gocce di cioccolato extra fondente
  • 50 gr di pinoli
  • 1 rametto di rosmarino
  • 200 ml di olio di semi

Directions

  1. In una ciotola setacciare metà delle polveri e stemperare con metà del latte di mandorle. Amalgamare bene con un cucchiaio di legno e aggiungere man mano le restanti polveri (sempre setacciate) con il restante latte di mandorle, alternando con l’olio di semi.
  2. Quando avremmo  ottenuto un composto denso ma liscio e ben amalgamato, unire gli aghi di rosmarino spezzettati grossolanamente ed i pinoli. Amalgamare bene nell’impasto.
  3. Rivestire la tortiera con carta forno e versare il composto ottenuto. Livellare bene con il cucchiaio di legno e distribuire in superficie le gocce di cioccolato extra fondente.
  4. Cuocere in forno già caldo a 200°C per 25 minuti, quindi abbassare la temperatura a 180°C e continuare la cottura per altri 20 minuti.
  5. Prima di sfornare fare la prova stecchino che deve risultate umido ma senza impasto attaccato. Lasciar raffreddare completamente prima di gustarlo.


     

 

Un commento

  1. sabrina77sab77@gmail.com

    I commenti a questo post sono ahimè andati persi in fase di trasloco da “blog spot” a qui!
    Mi spiace molto non aver più la possibilità di leggere i vostri commenti che ho apprezzato moltissimo. Li porto però con me nel cuore <3
    Grazie mille amiche ed amici miei <3

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