Budino mandorlato alle violette (senza colla di pesce)

In cucina spesso vengono utilizzati i fiori per decorare dei piatti, soprattutto dolci, donando così alla preparazione una maggiore eleganza e del colore in più…ed il piatto diventa inevitabilmente più raffinato e allettante, desiderabile.

Non molti sanno che in realtà molti fiori sono eduli e, quindi, ottimi non solo per decorare i nostri piatti, ma anche (e soprattutto) ottimi da mangiare!

Usati molto in passato e poi divenuti solo ormanetali, oggi c’è una vera riscoperta dei fiori eduli in cucina, sia per preparazioni dolci che salate.

Con lo scopo di valorizzare l’aspetto gastronomico dei fiori in cucina, utilizzandoli come ingrediente principale nelle diverse preparazioni, nasce il contest “Buon appetito fiorellino“, il primo contest nazionale sui fiori eduli, indetto da  Tre Civette sul Comò, ente promotore del contest, in collaborazione con Zem Edizioni, e AIFB, insieme a Crea Sanremo, Fondazione Villa Ormond di Sanremo, Ravera Bio, Associazione Ristoranti della Tavolozza e Morenews (quest’ultimo media partner del contest).

E proprio dei fiori, nello specifico delle violette, sono l’ingrediente principare di questo mio dolce al cucchiaio, profumato e delizioso, ideale per concludere un pasto in dolcezza, che racchiude tutto il buono, il profumo, il colore e le proprietà delle violette.

Il budino mandorlato alle violette è preparato con latte di mandorle, violette, e agar agar: un dessert vegano ideale per chi segue un regime alimentare privo di alimenti di origine animale, ma anche per chi ha allergie o intollerante al latte vaccino. Inoltre si prepara senza colla di pesce (ideale per chi non ama utilizzare questo ingrediente in cucina), senza uova e senza panna per un dessert più leggero ma altrettanto delizioso.

Facile e veloce da preparare, il budino mandorlato alle violette vi conquisterà per la sua cremosità e freschezza, dolce e profumato. Ideale per una gustosa merenda, ma anche da servire a fine pasto per chiudere in dolcezza ma senza appesantirsi troppo.

Per sapere di più sulle violette e sull’utilizzo dei fiori in cucina, ti invito a continuare la lettura oltre la ricetta.

Budino mandorlato alle violette

Ingredienti

Portata: 2 persone    Tempo di preparazione: 5’     Tempo di cottura: 15’ + riposo

Tempo complessivo: 2 h 30 min     Difficoltà: bassa

  • 250 ml di latte di mandorle senza zucchero
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 2 gr di agar agar
  • 10-12 violette + q.b.per decorare
  • 2-3 mandorle pelate per decorare

Procedimento

  1. Lavare le violette (senza il gambo, solo il fiore) e tamponarle delicatamente con un panno asciutto e pulito o con un foglio di carta da cucina.
  2. In un pentolino versare il latte di mandorle, unire le violette e lo zucchero, e portare al bollore su fiamma media. Lasciar bollire fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto; quindi spegnere la fiamma, coprire e lasciare in infusione i fiori per 10 minuti.
  3. Trascorso il tempo di infusione, unire al latte l’agar agar, mescolando accuratamente con una frusta a mano per evitare il formarsi di grumi.
  4. Versare il composto negli appositi stampini e lasciar raffreddare a temperatura ambiente prima di trasferirli in frigorifero per almeno due ore e, comunque, fino al momento di servire il budino.
  5. Al momento di servire, bagnare con acqua corrente lo spampino così da facilitare l’uscita del budino, e decorare con i fiori freschi di violette e qualche mandorla spezzettata grossolanamente.

Budino mandorlato alle violette

Questa ricetta partecipa al Contest “Buon appetito… fiorellino”

 

Enti promotori:

Cerca tutte le mie ricette e le altre partecipanti al contest seguendo gli hastag #graziedeifiori, #zemedizioni, #trecivettesulcomo’, #aifb

Budino mandorlato alle violette

I fiori eduli in cucina.

Ciò che  amo di più della cucina, è la capacità di reinventare, innovare, e riscoprire piatti, accostamenti, alimenti. E questo accade di continuo, basti pensare ai fiori (eduli) ed al loro ritorno in cucina.

Quello che per molti può sembrare una trovata tres chic di grandi chef odierni, o una tendenza trendy dei ristoranti più chic, altro non è che il ritorno a tradizioni molto antiche poi dimenticate.

Ebbene si: l’utilizzo dei fiori commestibili in cucina non è una trovata dei giorni d’oggi, ma è un utilizzo che ha le proprie radici in tempi molto antichi; quando gli ingredienti naturali erano gli unici che si impiegavano per insaporire le diverse pietanze. Già ai tempi degli antichi romani e dei greci, ad esempio, i fiori avevano diversi impieghi gastronomici.

Oggi assistiamo ad una riscoperta di tali ingredienti, e se prima venivano utilizzati soprattutto per liquori, infusi o come abbellimento del piatto, ora si torna ad apprezzarne l’impiego in preparazioni dolci così come salate, diventando non più solo oggetto di ornamento, ma ingrediente principale della preparazione.

Diversi studi hanno dimostrato che il consumo di fiori eduli hanno diverse qualità curative. I fiori sono dunque belli, sono buoni e fanno anche bene!

Le specie di fiori che si possono consumare sono molte, se ne contano all’incirca 50; bisogna però fare attenzione perché non tutti i fiori si possono mangiare: alcuni sono addirittura velenosi per il nostro organismo. Bisogna quindi saperli conoscere o consultare specifiche guide e libri specializzati, dove vengono ben illustrati e descritti.  Alcuni di questi fiori commestibili li consumiamo abitualmente senza che ce ne rendiamo conto: parlo ad esempio dei fiori di zucca, ma anche lo zafferano, oppure i cavolfiori…

E’ facile reperirli nei banchi dei supermercati più riforniti, oppure ne abbiamo di diversi nei propri giardini. L’importante però è acqusitare fiori coltivati a scopo alimentare, senza l’utilizzo quindi di sostanze chimiche e pesticidi con i quali un fiore acquistato dai vivai o dai fiorai è stato trattato per apparire al massimo del suo splendore. Oppure, come accennato, si possono coltivare nei propri giardini o balconi di casa, o si possono raccogliere nei campi purché lontani dai bordi stradali  e, quindi, lontani dal traffico cittadino e dallo smog.

Se si soffre di allergie, è consigliabile un utilizzo dei fiori in cucina graduato. Per la maggior parte delle specie, si utilizzano solo i petali, rimuovendo quindi gambi e pistilli.

I fiori eduli possono essere classificati in quattro gruppi a seconda del loro gusto, ovvero i fiori dal gusto dolce, i piccanti e pepati, gli aciduli e gli amari.

Le violette.

Le violette, o viole del pensiero, sono dei fiori commestibili che crescono spontaneamente nei prati incolti del centro-nord Italia e soprattutto lungo i fossati.

La pianta di violette produce dei fiori molto profumati, dal colore acceso, e dal sapore intenso e dolce. Per l’uso gastronomico si consiglia di raccoglierli al mattino, appena sbocciati, per trattenerne tutta la freschezza e le qualità nutritive. Si utilizzano freschi o essiccati, e vengono impiegati in diverse preparazioni che vanno dalla preparazione di liquori ai dolci, alle creme, alla pasta.

L’utilizzo forse più conosciuto di questo fiore in pasticceria è la cristallizzazione per decorare torte e biscotti.

Le violette hanno diverse proprietà salutari: antiacneica, emolliente, depurativa, diuretica e decongestionante. Inoltre stimola la sudorazione e regolarizza l’intestino, nonché hanno proprietà espettorali e calmanti della tosse. Ottima quindi per preparare delle calde bevande.


Se provi una mia ricetta, e pubblichi una foto su Instagram o altri social, ricordati di taggare  @delizieeconfidenze  e di utilizzare l’hashtag #delizieeconfidenze : sarò felicissima di condividerlo a mia volta!

Per non perdere nessuna ricetta, e per riceverle via email, iscriviti QUI . Ese ti va, metti il tuo “mi piace” QUI e seguimi anche sulla pagina Facebook. E non dimenticarti di Istagram! Puoi seguirmi cliccando QUI

Mi trovi anche su TwitterPinterest e Google+.

Segui anche il mio canale Youtube e iscriviti.

Iscriviti alla newsletter per restare sempre aggiornato sulle novità: torvi il format nella home.

E se hai un argomento da proporre, un approfondimento da chiedere, o per dire la tua su tematiche già esposte, ti aspetto QUI sul forum.

5 Commenti

  1. Sono bellissimi Sabri! Di una raffinatezza unica. Io inorridisco quando vedo piatti, soprattutto torte decorate con fiori non eduli e, anzi, nocivi. Peonie, margherite e chi più ne ha, più ne metta. Quel che è nel piatto deve essere commestibile.
    Grazie d’avere inserito info utilissime bacioni e in bocca al lupo per il contest 😘

    • Grazie mille Simo!!!
      Si, anche io in alcune naked cake utilizzo fiori non commestibili per abbellire, ma al momento del taglio ovviamente vanno tolte e, cosa più importante, è che il gambo è qualsiasi parte del fiore che viene a contatto con la parte da mangiare, deve essere ben isolata, rivestita con pellicola e o fogli argentati che impediscano un contatto diretto della la torta con il fiore nocivo…. Di certo I “big” dei dolci Decorati con fiori lo fanno anche meglio di me, ma spero lo sappiano e lo facciano anche chi si cimenta in questi decori. Comunque informarsi sempre di ciò che si utilizza…. Ma va beh, sto andando fuori tema😅
      Ho letto, riletto, svogliato guide, cercato su internet per giorni e giorni, e ancora e ancora, prima di scegliere i miei piatti a base di fiori, e son felice che tanto impegno sia apprezzato ❤️….. Ma mica è finita qua: a breve altre due proposte niente male… Secondo me😜
      Ancora mille grazie Simo❤️

  2. Cara Sabrina, questo si che è un buon dessert, io lo gusto al solo vederlo.
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

  3. Pingback: Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi - Delizie & Confidenze

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.