Polenta ai formaggi con crema di fave

La polenta ai formaggi con crema di fave si trasforma in graziose e golose tartine realizzate con la polenta (ai formaggi appunto), ritagliata e accompagnate da una crema di fave, ideale da servire come antipasto, durante un buffet, un pranzo tra amici e paranti, o durante un’occasione speciale.

Si parte da uno dei piatti tipici della Valle d’Aosta, la polenta concia, sapori lontani a me (a volte perchè non di uso nella mia regione, a volte, come in questo caso, perchè realizzata con prodotti caseari di cui normalmente non faccio consumo), sapori che vado a rappresentare mensilmente attraverso la Rubrica L’Italia nel Piatto, per poterla poi rivisitare e accostare ai sapori a me vicini, della mia regione (Lazio), per un matrimonio tra sapori, usanze, e tradizioni.

Perchè proprio di matrimonio si parla in questo appuntamento odierno, o meglio, il tema odierno sono le antiche usanze gastronomiche per il menù degli sposi, la presentazione o la rivisitazione di un piatto tradizionale della regione (che si va a rapprsentare), legato a questa cerimonia.

Valle D’aosta

Se nei mesi scorsi possa aver sottolineato la difficoltà di rappresentare una regione a me così lontana, mai come questo mese la difficoltà è stata davvero tanta. E si, perchè nonostante due mesi di ricerche online, nonostante contatti a destra e manca, nonostante telefonate con ristoratori valdostani che ripropongono menù “antichi” e di tradione, non son riuscita a trovare un piatto tipico legato alla tradizione e agli sposi.

Così ho pensato di preparare queste polentine per i miei sposini immaginari della Valle, unendo tradizione e innovazione, avvicinando Nord e Centro con un connubio di prodotti e gusti.

Ho trovato però delle curiosità molto carine sulla tradizione del matrimonio, che divide le usanze valdostane in due filoni culturali ben distinti, e che voglio di seguito raccontarvi.

Sposarsi in Valle D’Aosta

La Valle D’Aosta è una regione montuosa caratterizzata da natura incontaminata, dove le estati sono fresche e spesso piovose, e che si presta pertanto a matrimoni invernali, avvolti dalla magia dei monti innevati, delle graziose baite, o dei maestosi castelli.

Le tradizioni legate al matrimonio valdostano erano numerose, oggi perse o ricordate solamente in chiave simbolica.

A seconda delle zone, il matrimonio veniva celebrato la domenica o il lunedì mattina, e si hanno usanze differenti ma che potremmo distinguere in due comunità di appartenenza distinte: la comunità Walser, e la comunità di Issime.

I Walser sono una popolazione di origine germanica, discendenti degli Alemanni, giunti intorno all’VIII secolo nell’alto vallese, insiedandosi nella regione.

Nella comunità Walser di Gressoney, il matrimonio si celebra la domenica mattina, annunciato da spari di mortaretti sparati dagli amici dello sposo, ma nessun lancio del riso all’uscita della chiesa. Usanza vuole che dopo la cerimonia ci si ritrovava a casa della sposa dove veniva offerta una colazione agli invitati, e la sposa offriva in dono una pagnotta ornata da un fiore alla ragazza che si sarebbe sposata dopo di lei: una sorta di passaggio del testimone per augurare gioia e prosperità.

Altra usanza, la domenica successiva alle nozze, la suocera invitava la nuora a prendere posto al banco di famiglia in chiesa, durante la Messa, che da quel momento le spettava di diritto.

Nella comunità Issime, invece, il matrimonio veniva celebrato il lunedì mattina, il giovedì o al massimo il sabato, e di solito in inverno. Tutte le spese l’organizzazione del matrimonio e per l’abito della sposa erano a carico dello sposo, ed anche il rinfresco veniva organizzato a casa di quest’ultimo. Sembra che per loro tradizione la madre della sposa non partecipasse alla cerimonia!

Un’altra particolare usanza della comunità Issime, e che se un fratello o una sorella degli sposi, al momento delle nozze, fosse in età da matrimonio ma ancora celibe o nubile, durante le danze, gli/le veniva offerto un caprone bianco in segno di buon auspicio.

Paese che vai, usanze che trovi.

Details

Servings

4 persone

Prep time

50 min.

Cooking time

1 ora

Category

Senza Glutine

Ingredients

  • Per la polenta concia
  • 350 gr di farina di mais

  • 150 gr di fontina

  • 150 gr di toma semi stagionata

  • 80 gr di burro

  • 1 lt di acqua

  • 2 bicchieri di latte (se necessari)

  • 1 cucchiaio di sale

  • Per la crema di fave
  • 300 gr di fave fresche

  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

  • 50 gr di Pecorino

  • 2 cucchiai di acqua

  • sale

  • formaggio a scaglie per decorare

Directions

  • Preparare la polenta concia
  • In una pentola a fondo spesso, o nel paiolo in rame per la polenta, portare ad ebollizione l’acqua con il sale e, raggiunto il bollore, versare a pioggia la farina di mais (lasciandone da parte circa 60 g).
  • Mescolare accuratamente durante tutta la cottura della polenta, prima con una frusta a mano, poi con un cucchiaio di legno, finché la polenta sarà addensata e avrà ripreso il bollore.
    Se la polenta risultasse troppo morbida, aggiungere la farina di mais lasciata da parte.
  • Lasciar cuocere la polenta a fuoco lento, continuando a mescolare, per circa 50 minuti.
    Se durante la cottura diventasse troppo densa, aggiungere 1 o 2 bicchieri di latte bollente.
  • Togliere dal fuoco non appena la polenta si staccherà dai bordi del tegame.
  • Nel frattempo, eliminare la crosta ai formaggi e tagliarli a dadini.
  • Unire alla polenta ormai cotta il burro a pezzetti e i formaggi a dadini, e amalgamare con cura, finché i formaggi si saranno completamente fusi.
  • Versare la polenta su una teglia rettangolare rivestita con carta forno, livellare bene con una spatola fino a formare un rettangolo dello spessore di 1 cm circa di altezza.
    Lasciar raffreddare completamente.
  • Quando la polenta sarà completamente fredda e soda, ritagliare con un apposito coppapasta dei fiorellini di polenta.
  • Preparare la crema di fave
  • Sgranare le fave, lavare bene i legumi con acqua corrente e tamponarli con un panno asciutto e pulito.
  • Trasferire le fave nel bicchiere del mixer, unire il formaggio Pecorino, l’olio, il sale e 2 cucchiai di acqua.
  • Frullare fino ad ottenere una crema liscia e densa.
  • Comporre il piatto
  • Trasferire la crema di fave nel sac a poche con beccuccio a stella.
  • Disporre i fiori di polenta ai formaggi nel piatto da portata e creare dei ciuffi di crema alle fave su ognuno.
  • Decorare con una sfoglia di formaggio e servire.

    Ottimi caldi così come appena tiepidi.
    Si possono preparare in anticipo e scaldare all’ultimo minuto, prima di decorare con la sfoglia di formaggio.
Scopriamo insieme il menù “Il piatto degli spodi” delle altre regioni:

Italia nel piatto: Il piatto degli sposi (antiche usanze)

Valle d’Aosta: Polenta ai formaggi con crema di fave
Piemonte: Giuraje: I Confetti del Matrimonio Canavese per l’Italia nel Piatto
Liguria: Corzetti stampati con sugo di carne
Lombardia: Tentasiù de la spusa (Torta di rose)
Trentino – Alto Adige: Brezdel
Veneto: Carfogn, il dolce degli sposi bellunese
Friuli Venezia Giulia: NON PARTECIPA
Emilia Romagna: Zuccherini montanari
Toscana: Ginestrata
Marche: Ciaramilla marchigiana
Umbria: Zuccarini degli sposi
Lazio: Le ciambelle degli sposi
Abruzzo: Zuppa reale
Molise: Taralli di Venafro o v’scuott
Campania: Le pastarelle degli sposi
Puglia: La Faldacchea di Turi
Basilicata: Tumact Me Tulez – tagliatelle con mollica di pane, alici e noci
Calabria:Suspiri o durci de zziti
Sicilia:“Maccarruna di zitu a stufatu” – Maccheroni dei fidanzati –
Sardegna: Bianchittos

PS: il vero ed unico consumatore di formaggi in casa (nonchè di latticini in genere) è mio marito.

Grazie al tema di questo mese è riuscito ad avere un piatto ricco in formaggi tutto per lui!

Pertanto, il marito ringrazia vivamente la Rubrica L’Italia nel Piatto!


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25 Commenti

  1. Pingback: Ciaramilla Marchigiana | Forchetta e Pennello

  2. Pingback: Carfogn, il dolce degli sposi bellunese (versione al forno) - il fior di cappero

  3. Che buona Sabrina, questa la voglio rifare in settimana, davvero squisita. Brava, che bella scoperta. Io sono drogata di formaggi poi 🙂
    Un abbraccio
    Antonella

    • Grazie mille Antonella, son felice ti sia piaciuta!
      La polenta è un piatto che preparo più volte durante l’anno, e non solo nel periodo invernale perché mi piace molto utilizzarla come piatto freddo o grigliato, accompagnato da verdure.
      Un abbraccio grande

  4. Wowwwww che ricetta chiccosa innanzitutto e poi che buona!!!! baci e buon sabato!!! :-***

  5. Brava Sabrina, un gustosissimo accostamento! E poi le foto sono bellissime! un abbraccio

  6. Che bello leggere post come questi. Io nell’ultimo mese ho fatto tantissime ricerche ed ho scoperto tante belle cose dei matrimoni di una volta, sono rimasta affascinata. Curiosa la cosa che la mamma della sposa non partecipasse alla cerimonia…
    Molto bella la tua proposta.

    • Oddio, fossi io quella mamma non esisterebbe proprio, abolire la tradizione😂😂
      Questo mese è stato molto interessante perché ci ha dato la possibilità di scoprire e riportare alla memoria usanze antiche che secondo me, anche se non più in uso, è bello ricordare.
      Un abbraccio grande grande Nat!

  7. arbanelladibasilico

    Molto bello questo post con tutte le tradizioni! E ottime le polentine, la crema di fave mi piace moltissimo 🙂 Bacione

    • Ciao Carla!
      Son felice ti piaccia la mia proposta, è stata un po’ azzardata questa fusione di sapori e usanze, ma posso dire riuscita bene!
      Ed è stato bellissimo scoprire queste due usanze, così come conoscere tramite un telefono persone squisite del posto, pronte a darmi una mano, spendendo del tempo dietro alle mie domande.
      Un bacio grande Carla, a presto.

  8. No io proprio non riuscirei a non andare al matrimonio….mi dovrebbero chiudere a chiave in casa 😀
    Hai scritto un post molto interessante, ricco di notizie che non conoscevo, nonostante sia stata a Gressoney.
    E che dire di queste polentine? Le mangerei tutte 😉
    Un bacio

    • Grazie mille Daniela!
      Si, anche io non potrei sopportare di non partecipare al matrimonio, anche se l’usanza vuol così!
      È stato un argomento quello trattato questo mese che mi ha dato del filo da torcere da una parte, ma dall’altra la possibilità di studiare usanze e storie delle quali non avrei mai saputo nulla!
      Ti mando un forte, fortissimo abbraccio!

    • So cosa vuol dire rappresentare una regione non propria. Tu lo.fai sempre al meglio come.in questo caso

  9. Che delizia questa polenta oltre che bellissima nella sua presentazione! Un abbraccio LA ps Noi ringraziamo il marito per aver gradito l’uscita di questo mese!!! A presto

    • Si, esatto, un grosso grazie ai nostri mariti che si son offerti volontari alla consumazione dei pasti! 😅
      Per me e mio figlio i formaggi sono off limits (se non per piccolissime eccezioni nel mio caso)
      Per la polenta invece le preparo spesso (senza formaggi) da utilizzare fredda come tartina, insieme a verdure varie.
      È stato bello scoprire queste usanze antiche, ed è bello ricordarle!
      Così come ho trovato molto curiose anche quelle della tua terra.
      Un caro abbraccio ed a presto
      Sabry

  10. Complimenti Sabrina, queste polentine sono splendide e raffinatissime! Mi piacciono tantissimo!
    Baci,
    Mary

  11. direi che hai trovato un’ottima soluzione per gli sposi valdostani!!
    ciao
    elisa

  12. Sono sicura che in un buffet moderno degli sposi questi finger food ci stiano benissimo, hai trovato una bella ricetta! Un saluto anche al marito, ci fa piacere che partecipi anche lui come assaggiatore <3

  13. Bellissimo post e ottima idea per il pranzo del matrimonio…e non solo! I tuoi sposini immaginari avrebbero sicuramente apprezzato!
    E i mariti…si anche il mio adora i formaggi, li mangia praticamente quasi tutti i giorni!
    Un abbraccio

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