Ciambelle fritte

Ciambelle fritte sofficissime

Le ciambelle fritte sono un lievitato dolce ricoperto di zucchero, soffici, croccanti fuori e morbidissime dentro, golose come quelle del bar.

Simili alle graffe napoletane ma prive di patate nell’impasto, queste ciambelle sono di una bontà unica, irresistibili!

Per una merenda golosa o una colazione super, le ciambelle fritte faranno felici grandi e bambini.

Ideali per arricchire la lista dei dolci fritti per il Carnevale, perfette da gustare durante tutto l’anno.

La ricetta senza burro e senza latte

Le mie ciambelle fritte si preparano senza burro e senza latte vaccino: questo le rende perfette per chi segue un regime alimentare dairy free.
Infatti, l’assenza di latte vaccino e derivati del latte in questa ricetta la rende perfette anche per chi ha problemi di intolleranza agli zuccheri del latte (lattosio) e/o allergia alle proteine del latte (caseina)

Per le mie graffe ho utilizzato della bevanda di soia e del burro 100% vegetale (senza olio di palma nè grassi idrogenati)

Origine delle ciambelle fritte

Si sa: paese che vai, ciambelle che trovi! Ma quali sono le origini delle ciambelle fritte?

Sebbene gli americani vantano come propria la nascita delle ciambelle fritte e glassate (i donuts), l’ origine di questi dolci è merito degli olandesi che già nel XIX secolo preparavano le olykoek (antenate delle attuali ciambelle) da cui discendono le Doughty Doughnut (ciambelle come le conosciamo oggi).

Dall’Olanda all’America: furono gli immigrati olandesi a portare nelle Americhe le ciambelle fritte, tanto apprezzate da perfezionare la ricetta fino a quella che conosciamo oggi, ricoperta di glassa e zuccherini vari.

Esistono poi altre due leggende che rivendicano la nascita di questi dolci lievitati e fritti: la prima attribuisce la nascita ad un marinaio americano che le avrebbe inventate preparandole per la prima volta a bordo della sua nave, la seconda attribuisce la nascita ad una baronessa inglese che ne trascrisse per prima la ricetta nel suo libro.

In Italia (e più precisamente in Campania) le ciambelle fritte arrivano con la dominazione austriaca durante il XVIII secolo. Esse infatti sono una rielaborazione dei Krapfen tedeschi (piccoli impasti lievitati e fritti, ripieni di confettura).

Dal krapfen alla ciambella fritta: anche in questo caso l’introduzione di questo nuovo dolce riscosse un successo tale da rielaborarne la ricetta e farla propria.

In Campania la ciambella fritta e ricoperta di zucchero è un dolce tradizionale, tipico non solo del periodo di Carnevale. Anche in questo caso, la ricetta non ebbe difficoltà a diffondersi in tutta Italia in brevissimo tempo.

E come ogni tradizionale che si rispetti, anche quella delle ciambelle vanta di alcune variazioni, prima tra tutte nell’utilizzo o meno di patate nell’impasto, per poi arrivare alla cottura che vanta della variante forno.

Ma qual’è la differenza tra i donuts e le ciambelle fritte?

La principale differenza tra gli americani donuts e le nostre ciambelle fritte sta proprio nella decorazione: mentre i donuts vengono ricoperti da colorate glasse e zuccherini vari, le ciambelle fritte vengono ricoperte da zucchero semolato.

Anche la ricetta delle ciambelle varia tra quella americana e quella austriaca e, di conseguenza, dalla nostra ricetta delle cimbelle fritte.

Ciambelle fritte sofficissime

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Recipe by Sabrina Pignataro Course: Dolci, Dessert, Lievitati dolci, Dolci fritti, Carnevale, Ciambelle fritteCuisine: Dairy freeDifficulty: Medio
Servings

20

servings
Prep time

1

hour 
Cooking time

5

minutes
Leaving time

2

hours 

30

minutes

Le ciambelle fritte sono un lievitato dolce ricoperto di zucchero, soffici, croccanti fuori e morbidissime dentro, golose come quelle del bar.
Simili alle graffe napoletane ma prive di patate nell’impasto, queste ciambelle sono di una bontà unica, irresistibili!
Le mie ciambelle fritte si preparano senza burro e senza latte vaccino: questo le rende perfette per chi segue un regime alimentare dairy free.

Ingredients

  • 500 gr farina Manitoba

  • 125 ml acqua tiepida

  • 125 ml latte di soia tiepido

  • 50 gr margarina vegetale (senza olio di palma nè grassi idrgenati)

  • 30 gr zucchero semolato

  • 20 gr lievito di birra fresco

  • 8 gr sale fino

  • 1 uovo intere (grande)

  • 1 limone bio (la buccia grattugiata)

  • 1 arancia bio (la buccia grattugiata)

  • 1 lt olio di arachide per friggere

  • q.b. zucchero semolato per decorare

  • q.b. cannella in polvere per decorare (facoltativo)

Directions

  • Sciogliere il lievito di birra nel latte con un cucchiaino di zucchero (prelevato dal totate indicato) e trasferire nella ciotola della planetaria.
  • Azionare la macchina a velocità medio bassa con gancio a foglia (K) e, mentre la macchina è in movimento, unire l’uovo leggermente sbattuto e la buccia grattugiata degli agrumi.
  • Setacciare la farina e, sempre con la planetaria in azione, aggiungerne poca alla volta agli altri ingredienti, lasciando incorporare bene la farina prima di aggiungerne altra.
  • Una volta assorbita tutta la farina, unire la margarina lasciata ammorbidire a temperatura ambiente e tagliata in piccoli pezzi.
    Anch’essa va aggiunta poca alla volta, lasciandola assorbire bene all’impasto prima di aggiungerne altra.
  • Lasciar assorbire bene la margarina fino ad ottenere un composto morbido ed elastico, quindi sostituire il gancio e inserire quello ad uncino.
  • Aumentare la velocità al massimo e lasciar “sbatocchiare” bene il composto, fino a quando non si stacca da solo dalle pareti dalla planetaria e risulta liscio e lucido. Ci vorranno circa 6-8 minuti.
  • Prima lievitazione
  • Trasferire l’impasto in una capiente ciotola, coprire con pellicola alimentare e riporre in luogo asciutto e caldo, al riparo da correnti d’aria (va bene anche il forno spento con la sola luce accesa).
    Lasciar lieivtare 1 ora e 30 minuti.
  • Al termine del tempo di lievitazione, limpasto risulterà radoppiato notevolmente di volume, quindi ribaltarlo sul piano lavoro legegrmente infarinato e sgonfiarlo con le mani stendendolo con lieve pressione dei polpastrelli.
  • Con l’aiuto di un mattarello, stenderlo uniformemente ad uno spessore di circa 1,5 cm e, con un coppapasta tondo (da 7,5 cm di diametro oppure con un bicchiere da vino) ricavare dei cerchi.
    Con un coppapasta più piccolo (da 2,5 cm di diametro) ricavare il buco centrale ad ogni cerchio e formare così le ciambelle.
  • Rimpastare gli avanzi d’impasto, stendere e ricavare altre ciambelle fino all’esaurimento dell’impasto stesso.
  • Seconda lievitazione
  • Adagiare le ciambelle su una teglia rivestita con carta forno distanziandole tra loro, coprire con un panno asciutto e pulito e lasciar lievitare ancora 1 ora (perfetto sempre in forno spento con la sola luce accesa).
  • Al termine della seonda lievitazione, riprendere la teglia e ritagliare la carta forno creando dei quadrati che sorreggono le ciambelle (che fungono da base).
  • Friggere le ciambelle
  • Versare l’olio di arachide in una padella o una pentola antiaderente, purchè abbia bordi alti e fondo spesso.
    Far arrivare a temperatura l’olio.
  • Trasferire nell’olio caldo poche ciambelle alla volta, disponendole nella pentola con tutto il proprio quadrato di carta forno.
  • Attendere qualche istante e, con una pinza da cucina, eliminare il foglietto (quadrato) di carta forno.
    Far proseguire la cottura per qualche minuti e, quando la parte inferiore della ciambella inizia a dorare, copovolgerla e lasciar dorare anche l’altro lato.
  • Nel frattempo, versare lo zucchero semolato in un recipiente capiente e, se si preferisce, mescolare con della cannella in polvere.
    Tenere da parte.
  • Con una schiumarola prelevare le cimabelle cotte e adagiarle su un piatto rivestito con carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso.
  • Ancora calde, passare una ciambella alla volta nello zucchero semolato, lasciando che tutta la superficie della ciambella ne sia ricoperta.
  • Trasferire sul piatto da portata e servire le ciambelle calde.

Notes

  • Per una frittura ottimale, l’olio deve raggiungere i 160°-170°. E’ consigliabile munirsi di termometro da cucina per verificrne la corretta temperatura. Se non si dispone di un termomentro da cucina, si può controllare la temperatura dell’olio laciando cadere un pezzettino di impasto: quando questo torna subito a galla e si gonfia, l’olio è della temperatura ottimale.
  • Friggere poche ciambella alla volta per evitare che l’olio si raffreddi troppo. Tra una frittura e l’altra, consiglio di abbassare la fiamma al minimo per evitare che la temperatura dell’olio aumenti troppo.
  • E’ possibile cuocere le ciambella anche in forno: non sarà necessario ritagliare la carta forno in rettangoli, ma si potrà procedere direttamente alla cottura in forno caldo a 180°C per 10 minuti (forno tradizionale) subito dopo la seconda lievitazione delle ciambelle.
  • L’impasto delle ciambelle si può preparare anche a mano impastando gli ingredienti prima in una ciotola e poi trasferirli sul piano lavoro, rispettando la procedura come descritta sopra.
  • Per una corretta conservazione delle ciambelle, trasferirle in una latta per biscotti (o contenitore chiuso). Il giorno dopo possono esser scaldate al momento e servirte calde, come appena fatte.
  • Le ciambelle possono anche esser congelate una volta cotte, senza passarle nello zucchero semolato. All’occorenza basterà lasciarle scongelare a temperatura ambiente e scaldarle; quindi decorarle con lo zucchero e servirle calde.

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Daniela
6 mesi fa

Caspita, che belle che sono! Si vede che sono soffici e viene voglia di mangiarne una 🙂
Bravissima!

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