Dorati, soffici e irresistibilmente lucidi di sciroppo: i luqaimat sono piccole frittelle fritte, croccanti all’esterno e morbidissime all’interno, tipiche della tradizione dolciaria del Qatar e di tutto il Golfo Persico. Vengono immerse o irrorate con uno sciroppo profumato – spesso a base di datteri, miele o zucchero aromatizzato con zafferano, acqua di rose o cardamomo – e servite calde, una tira l’altra. In questo articolo vi porto alla scoperta dei luqaimat, un dolce che unisce viaggio, cultura e convivialità, perfetto da raccontare proprio nel periodo di Carnevale, quando il fritto diventa linguaggio universale di festa.
Un dolce antico tra deserto e rotte commerciali
I luqaimat affondano le loro radici nella storia antica della Penisola Arabica, dove ingredienti semplici come farina, lievito, acqua e datteri venivano trasformati in piccoli bocconi energetici, ideali per affrontare la vita nel deserto. Il loro nome deriva dall’arabo luqma, che significa “boccone”, e racconta già molto della loro natura: dolci da mangiare con le mani, in condivisione, senza formalità. Diffusi in Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Bahrain, i luqaimat hanno viaggiato lungo le rotte commerciali delle spezie, arricchendosi nel tempo di aromi e varianti locali.


Significato e simbolo di convivialità
Più che un semplice dolce, i luqaimat sono un gesto di accoglienza. In Qatar vengono spesso preparati per ospiti, celebrazioni familiari e momenti di ritrovo, perché la loro preparazione invita naturalmente alla condivisione. Servirli significa offrire qualcosa di caldo, dolce e rassicurante, un piccolo simbolo di ospitalità che riflette profondamente la cultura araba, da sempre legata al valore dello stare insieme.
Usanze e tradizioni: dal Ramadan alle feste
Tradizionalmente i luqaimat sono protagonisti del Ramadan, quando vengono serviti dopo l’iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno. La loro dolcezza e il contenuto energetico li rendono perfetti per ricaricarsi. Ma non sono legati solo a questo periodo: si trovano anche durante matrimoni, feste religiose e ricorrenze speciali. Raccontarli oggi, nel periodo di Carnevale, crea un ponte ideale tra culture diverse, unite dalla stessa passione per i dolci fritti e festosi.


Un dolce lontano, sorprendentemente familiare
C’è qualcosa nei luqaimat che, al primo sguardo (e soprattutto al primo morso) mi ha fatto sentire a casa. Per me, è impossibile non pensare alle mie castagnole di Carnevale: piccole, tonde (o quasi), dorate, nate anch’esse da un gesto semplice e antico come quello di lasciar cadere un po’ di impasto nell’olio caldo. L’impasto dei luqaimat ricorda molto quello delle castagnole “molli”, una pastella fluida ma non liquida, simile a quella dei pancake, leggermente più densa, che prende forma proprio durante la frittura. A cambiare è il tipo di lievitazione: mentre nelle castagnole si utilizza solitamente il lievito in polvere per dolci, nei luqaimat si ricorre al lievito di birra in polvere (istantaneo), che dona una struttura più alveolata e una leggerezza diversa all’impasto.
La forma si ottiene allo stesso modo: lasciando cadere piccole quantità di impasto nell’olio bollente, aiutandosi con due cucchiaini oppure con un metodo pratico e casalingo, versando l’impasto in un sacchetto alimentare con chiusura a zip e tagliandone un angolo, come una sorta di sac à poche improvvisato.
La somiglianza continua nelle consistenze: una crosticina esterna leggera, dorata e appena croccante che racchiude un interno morbido, alveolato si ma spugnoso, capace di assorbire lo sciroppo senza perdere leggerezza. È qui che, però, i luqaimat prendono una strada tutta loro. Se le nostre castagnole al miele hanno una dolcezza rotonda, calda e rassicurante, i luqaimat giocano su aromi intensi e floreali: acqua di rose e fiori d’arancio sono persistenti, avvolgenti, quasi inebrianti. Il loro profumo arriva prima ancora del gusto e accompagna l’assaggio con note eleganti, esotiche, che accarezzano il palato senza mai risultare stucchevoli. Dove il miele delle castagnole consola, lo sciroppo dei luqaimat sorprende, regalando una dolcezza più eterea, profumata, capace di coinvolgere tutti i sensi.
Caratteristiche, consistenze e aromi
La magia dei luqaimat sta nel contrasto tra esterno e interno: una superficie leggermente croccante che racchiude un cuore soffice e spugnoso, pronto ad assorbire lo sciroppo. Al morso sprigionano profumi caldi e avvolgenti; un equilibrio aromatico che rende ogni boccone intenso ma mai stucchevole.



Ingredienti, varianti e possibili sostituzioni
La ricetta tradizionale prevede ingredienti facilmente reperibili: farina, lievito, zucchero, yogurt o latte e acqua. Lo sciroppo può essere preparato con zucchero o miele, ma anche con dibs (sciroppo di datteri), molto usato in Qatar. In mancanza di alcuni aromi, è possibile sostituire:
- l’acqua di rose con scorza di arancia o limone
- l’acqua di fiori di arancio con il cardamomo, con la cannella, con lo zafferano oppure con la vaniglia
Ogni variazione cambia leggermente il profilo aromatico, ma mantiene intatto lo spirito del dolce.
Per i miei luqaimat ho omesso sia lo yogurt sia il latte, evitando di sostituirli con alternative vegetali per non allontanarmi dal sapore originale. Una scelta legata al mio regime alimentare, dovuta a un’allergia alle proteine del latte.
Conservazione e consigli di servizio
I luqaimat danno il meglio di sé appena fatti, ancora caldi e fragranti. Se avanzano, possono essere conservati per un giorno a temperatura ambiente, ben coperti, e leggermente scaldati prima di servirli. Lo sciroppo è meglio aggiungerlo all’ultimo momento, così da preservare la croccantezza esterna. Serviteli in una ciotola al centro della tavola: sono nati per essere condivisi.

Il Qatar: viaggio, cultura e immagini dal mondo
Questo dolce è il filo conduttore che ci porta in Qatar, una terra di contrasti affascinanti, dove tradizione e modernità convivono. Dai souq storici di Doha ai grattacieli futuristici della West Bay, il Qatar racconta una storia fatta di perle, deserto e apertura al mondo. In questa rubrica, il viaggio prende vita grazie al racconto di Carolina va in città, che ci accompagna tra esperienze, curiosità e consigli pratici per scoprire il Paese. Le fotografie ricevute da Carolina arricchiscono questo racconto, permettendo al lettore di immergersi visivamente nei luoghi che hanno ispirato la ricetta e di sentire, anche solo per un attimo, il profumo del Medio Oriente.


Un dolce, un viaggio, una festa condivisa
Raccontare i luqaimat significa raccontare un viaggio fatto di sapori, incontri e tradizioni. In pieno periodo di Carnevale, queste frittelle del Qatar diventano un ponte tra culture lontane, dimostrando che, ovunque nel mondo, friggere un dolce e condividerlo è sempre un modo per celebrare la vita.
Carolina dal Qatar è tornata con negli occhi il colore del deserto e la luce dorata di Doha; io, nello stesso momento, ero in cucina a far dorare piccole frittelle, cercando di racchiudere quegli stessi colori e profumi in un piatto. È così che nasce Assaggi dal Mondo: lei viaggia, io cucino, e insieme proviamo a raccontarvi un luogo con tutti i sensi. A volte basta un boccone per sentirsi lontani migliaia di chilometri.
I luqaimat sono il nostro modo di dirvi: sedetevi con noi, ascoltate una storia, assaggiate un dolce. Perché viaggiare non significa solo partire, ma anche portare il mondo in cucina.
— Assaggi dal Mondo, con Carolina va in città



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